
Ultimamente, grazie all’avvento del digitale, si sente spesso parlare della fotografia HDR anche se a volte viene impropriamente descritta come un semplice effetto pittorico da applicare in postwork.
L’HDR in pratica permette di ampliare il range dinamico di una foto facendo risaltare maggiormente i dettagli presenti in una scena. Tecnicamente si può dire che:
L’occhio umano può distinguere valori di luminosità massima/minima con un rapporto di circa 10.000:1. Le immagini riprodotte dal monitor o stampate su carta, hanno un range dinamico di solo 255:1. Con l’HDR si cerca di colmare il gap ed ottenere una fotografia molto simile a ciò che l’occhio umano realmente percepisce.
Ma come funziona in pratica?
Tutto si basa sulla combinazione di più foto con esposizioni differenti. Vediamo un’esempio:

ev 0 (F8 1/400), ev +2 (F8 1/100), ev -2 (F8 1/1600)
Questa immagine mostra tre differenti scatti della stessa scena:
- Esposizione Corretta (EV0): Nel primo scatto si visualizzano tutti gli elementi della foto. Essendo un controluce parte dei mattoni più in ombra e parte del cielo più chiaro hanno dettagli parzialmente compromessi.
- Sovraesposizione (EV +2): Portando l’esposimetro a +2 step si ottiene una foto sovraesposta. Cielo completamente bruciato ma i mattoni ora sono ben visibili.
- Sottoesposizione (EV -2): Viceversa, portando l’esposimetro a -2 step si ottiene una foto sottoesposta. Mattoni ed alberi compromessi, ma il cielo ben dettagliato.
Quando si effettuano gli scatti è importante utilizzare un cavaletto ed evitare soggetti in movimento, a meno che si vogliano stupire gli amici con fantasmi svolazzanti
. Lasciare sempre la stessa focale e gli stessi iso variando esclusivamente i tempi. Questo per avere foto con la stessa PDC e la stessa qualità. Usare possibilmente iso bassi e compressione bassa (meglio se RAW).

Fotocamere come la mia Canon EOS 350D permettono di impostare la multiesposizione (parametro AEB). Con questa funzione, per una serie di 3 scatti, è lei a cambiare automaticamente 0, +2 e -2 Ev ogni volta che si preme il bottone di scatto.
Quale software?
Io mi trovo bene con Photomatix della HdrSoft scaricabile in versione trial dal loro sito. Anche Adobe Photoshop ha una sua funzione per l’HDR e diversi plugin scaricabili (anche uno di Photomatix).
Il software prende le foto e le combina fornendoci come risultato un’immagine a 32 bit di colore che da sola contiene tutte le informazioni presenti nei singoli scatti. Se proviamo a guardare questo file vedremo la nostra foto con dei colori completamente sfalzati poichè i dispositivi come monitor e stampante non sono in grado di visualizzarli correttamente.
Rendiamola accessibile a tutti i dispositivi!
Per poterla vedere sul nostro monitor abbiamo bisogno di convertirla a 16 bit di colore. Questo si fa con un’operazione chiamata “Tone Mapping” (presente in Photomatix ed in Photoshop).
Il Tone Mapping è una fase molto delicata poichè, tramite degli appositi selettori che agiscono su diversi parametri, siamo noi a decidere quali informazioni portare sul file a 16 bit.
Giocando con questi parametri riusciamo ad ottenere effetti pirotecnici, ma ricordate che lo scopo dell’HDR è quello di avere una fotografia quanto più realistica possibile. Clicca per vedere il mio risultato »
Di seguito vi propongo altre foto che ho creato con questa tecnica:
Nei prossimi articoli vedremo nel dettaglio come usare uno di questi software soprattutto per la fase di Tone Mapping.



